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martedì, 24 febbraio 2009

Fanculo la mediazione

In questi giorni ho un po' seguito le alterne vicende del Pd - beh, in realtà per potrer essere definite "alterne" dovrebbero esserci stati anche dei momenti buoni, allora diciamo le "nefaste" vicende - nonché la lista interminabile di commenti politici, sociologici, scatologici ecc...ecc... che ne è scaturita. Il turnover dei giovani dirigenti politici, le nuove tecniche di comunicazione, il contatto con "l'uomo della strada"... probabilmente vedo le cose in maniera troppo semplicistica, ma mi sembrano in gran parte onanismi intellettuali. Il vero problema del Pd è stato, è e sarà uno solo, molto chiaro e semplice: vogliamo (volete, vogliono) fare un partito-contenitore con tante anime differenti? Beh, allora non si può pensare di applicare la logica di mediazione utilizzata attualmente, dove per ogni singolo problema si cerca di trovare una sintesi fra posizioni che sono totalmente impossibili da conciliare. Nel partito c'è un ciellino su dieci? Bene, allora ogni singola posizione dovrà essere al 10% ciellina. Assurdo.

L'unico tipo di mediazione politica che funziona è quello democristiano (ma tutto sommato anche berlusconiano, in certe fasi) del "do ut des": tu mi lasci approvare questa legge come pare a me, e io in cambio ti lascia approvare quella legge come pare a te. In tutto questo la figura del segretario (che nel Pd attuale è inutile) tornerebbe ad avere un senso: il segretario è quello che deve assegnare la gestione delle varie problematiche alle varie correnti interne, in base al numero e all'importanza delle une e delle altre. Un segretario con le palle, ad esempio, avrebbe fatto gestire la questione del testamento biologico a Ignazio Marino (che sa di cosa sta parlando e non è fuori dal mondo), e in cambio avrebbe delegato a un qualche ciellino la problematica del finanziamento delle scuole dei preti.

La domanda adesso è un'altra: esiste qualcuno che possa ambire alla posizione di segretario con le palle nel Pd?
postato da: antonio12358 alle ore 13:20 | link | commenti (4)
categorie: politica italiana, schadenfreude
lunedì, 23 giugno 2008

Lobbies pluto-giudo-petrolifere

Il fatto di dover mollare 70-80 euro ogni volta che vado a fare rifornimento mi fa nascere una riflessione spontanea, che giro a tutti voi solutori più che abili.

Circa tre anni fa scoppiava il "boom dell'olio per frittura": la gente va a comprare l'olio di colza alla Lidl per usarlo come carburante diesel, e scassando così parecchie automobili. Cavalcando l'onda di questa specie di rivolta energetica, alcuni petrolieri iniziano timidamente a proporre anche i loro biodiesel "ortodossi", che sono in pratica una miscela di gasolio tradizionale e altri prodotti vegetali opportunamente deemulsionati. Unico problema, il biodiesel costa un pochino di più del gasolio, che all'epoca mi sembra che stesse attorno agli 1.1-1.2 euro (e già la gente iniziava a lamentarsi).

Bene. Adesso che il gasolio costa 1.5 euro, come mai nessuno mi parla più del biodiesel? Se costava leggermente più di 1.1 euro allora, nulla farebbe presupporre che adesso debba costare più di 1.5 euro, essendo legato in percentuale molto più piccola alle oscillazioni del petrolio.

Ci vorrebbe veramente un attimo a pensar male, al complotto occulto, alle lobbies petrolifere che ricattano governi e interi continenti eccetera eccetera. Orsù, dunque, che salti subito fuori un destrorso a parlarmi dei motivi concreti e razionalissimi per cui non troviamo biodiesel a 1.3 euro in tutte le pompe. Che mi giustifichi con logica inoppugnabile il fatto che Tremonti si sia ridotto a dover parlare di "Robin Hood Tax" anziché semplicemente ridurre di qualche centesimo le accise per il biodiesel. Discorsi simili per l'etanolo, ovviamente.

Grazie anticipatamente per la spiegazione.
postato da: antonio12358 alle ore 13:47 | link | commenti (10)
categorie: politica italiana, politica estera
lunedì, 21 aprile 2008

Per un nuovo miracolo sudamericano

Fino a qualche tempo fa ci si riferiva ai governi degli stati sudamericani in termini dispregiativi, li si utilizzava come parametro di confronto negativo. Beh, è strano come cambino le cose in pochi anni:  il Sudamerica si è trasformato in un grande laboratorio sociale, vivo e pulsante, e ormai siamo noi che dobbiamo imparare da loro. Ai  più noti Lula e Chavez (ebbene sì, valuto Chavez in maniera complessivamente positiva, e se volete capire il perché lascio la parola a Gennaro Carotenuto che ne mastica decisamente più di me sull'argomento) e ai meno noti Morales, Correa, Kirchner e chi più ne ha più ne metta, si aggiunge ora Fernando Lugo, ex vescovo scomunicato ad divinis dal vaticano e nuovo presidente del Paraguay. Se non altro dobbiamo imparare da lui come si fa a vincere mettendo assieme comunisti e cattolici: ma guarda un po', è sufficiente proporre un programma alternativo e progressista.
postato da: antonio12358 alle ore 09:53 | link | commenti
categorie: politica italiana, politica estera
domenica, 13 aprile 2008

Quando il vero qualunquismo è votare

D'accordo, mi sono violentato e sono andato a votare, e oltretutto ho pure praticato il famigerato voto disgiunto: SA al Senato per portar via seggi alla destra (come spiegato molto efficacemente qui) e Pd alla Camera, non tanto per la (remotissima) possibilità che possa contribuire a togliere il premio di maggioranza alla destra, quanto soprattutto per appoggiare la cosiddetta "teoria della somma zero" di Sartori.

Nella mia vita di elettore, che ormai è lunga quindici anni, non sono andato a votare in una singola occasione. Si trattava di un referendum che non volevo che passasse, e il modo più efficace per votare NO a un referendum (almeno finché non toglieranno il maledetto quorum) è quello di astenersi. In quella circostanza mi sono sentito sporco, un pessimo cittadino che si faceva beffe della democrazia. Ora mi sento nello stesso modo. Il voto utile in ultima analisi è peggio dell'astensione, è la constatazione che ebbene sì, alla fine è successo veramente, hai dato via i tuoi ideali (e un po' anche il culo, diciamocelo) per un tozzo di pane, per logiche del meno peggio. Quale triste caduta rispetto al tempo in cui si pensava che il proprio voto facesse la differenza.

Per la prima volta quindi non sono fiero di essere andato a votare, perché chi ho votato rappresenta quasi nulla per me. Domani probabilmente starò come al solito incollato alla TV fino alla mattina successiva per vedere i risultati dello spoglio, ma ormai è un riflesso pavloviano, niente di più. E dopo un po' di volte che la campanella suona ma nessuno ti porta da mangiare, si smetterà pure di salivare.

P.S. Per chi si illude ancora che il Pd ce la possa fare, consiglio di guardare le quote dei bookmakers. Oggi la quota di Berlusconi è crollata e quella di Veltroni è schizzata alle stelle. Loro hanno già visto i primi exit poll, che evidentemente non lasciano dubbi.
postato da: antonio12358 alle ore 23:59 | link | commenti
categorie: politica italiana
martedì, 26 febbraio 2008

Cavar sangue da una rapa

L'inconsistenza del Partito Democri- ehm, Democratico si misura anche nelle piccole cose. Ad esempio cosa dovete fare se volete dare una letta al suo programma? Facile, direte voi, basta andate sul sito e cliccare il link a un file PDF che sarà senz'altro riportato in grande evidenza nella home page.

BZZZ! Sbagliato. Troppo facile, il programma ve lo dovete sudare (o più probabilmente lo dovete accettare per fede, come ai bei vecchi tempi). Così sfrucugliando dieci minuti fra un'accozzaglia di documenti, comunicati stampa e delibere di commissioni varie, finalmente salta fuori una pagina web seminascosta che riporta il programma integrale.

Fate il seguente esperimento: fate finta di essere "l'ingegnere dell'Italia" e guardate il programma come se fossero le specifiche del progetto che dovete realizzare. La prima cosa che salta subito agli occhi è la tragica penuria di numeri e di affermazioni direttamente convertibili in concrete azioni legislative, tranne in casi nei quali magari vi augurereste che viceversa si rimanesse su vaghi propositi. Esempio: "In un contesto in rapida evoluzione e contraddistinto da elevata instabilità, l'Italia deve ribadire la scelta di un metodo multilaterale e di una presenza attiva negli organismi internazionali". E quindi? Come deve ribadirla? Basta emettere un comunicato stampa? Presentarsi in orario la mattina davanti al portone dell'ONU?

Controesempio: "L’Italia deve confermare il suo impegno nella missione in Afghanistan". Questa è invece in tutto e per tutto una specifica ingegneristica, perché descrive chiaramente la legge da realizzare (il rifinanziamento della missione di guerra in Afghanistan, camuffato di volta in volta da missione umanitaria o da missione di lotta al terrorismo a seconda del tipo di gonzo che si deve convincere).

Altro esempio di affermazione vuota: "Ci adopereremo per una cooperazione rafforzata in materia di immigrazione e per un potenziamento delle politiche economiche comuni promosse dall’Eurogruppo". Sì, e dunque? Rafforzare, potenziare, semplificare, migliorare, percepire direttive europee; queste sono chiacchiere. Io voglio sapere come intendete fare una certa cosa, non mi basta sapere che avete una vaga aspirazione di volerla fare.

Controesempio: "Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali". Anche qui la specifica è chiarissima, può essere direttamente convertita in legge (e lo stavano già facendo, peraltro). Scordatevi in futuro di essere informati dai giornali su scandali come i furbetti del quartierino, Fazio, calciopoli e chi più ne ha più ne metta. Gioite, anche a voi dopotutto potrebbe capitare di fare una truffa azionaria da miliardi di euro, e di sentirvi giustamente feriti se la gente vi guarda male quando andate in bar alla mattina.

Esempio: "incoraggiare l'abbandono di stili di vita consumistici fino alla dissipazione, a favore di stili di vita attenti alla eco-compatibilità dei comportamenti individuali". Eh, capito?! Altro che il qualunquismo di Grillo, queste sì che sono proposte costruttive e concrete!

Controesempio: "La priorità va data al trasporto ferroviario (TAV Torino-Lione-Trieste, alta capacità e trasporto urbano e locale), agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, agli impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.
Ecco la novità del nostro ambientalismo del fare: basta con l'ambientalismo che cavalca ogni Nimby e impedisce di fare le infrastrutture necessarie al Paese: l'impegno va concentrato nella realizzazione di infrastrutture veramente moderne (quindi sostenibili)"
. Chiarissimo: basta nimby (che senza proposte alternative concrete, significa manganellare i manifestanti), e avanti con TAV, rigassificatori e inceneritori come se piovesse. A me starebbe anche bene questa concezione statalista "di altri tempi" del fare grandi opere pubbliche a prescindere, per il solo scopo di farle, perché creano occupazione e incrementano il PIL. Però visto che ce ne sono un pacco di migliori, magari cominciate con quelle, no?

Esempio: "Non è possibile garantire stabilità ai singoli posti di lavoro, ma si può garantire continuità all’occupazione delle persone, facendo della formazione permanente un nuovo diritto di cittadinanza". Mica cazzi; la precarietà si deve combattere con la cultura e con il buon senso (non, per dire, eliminando le leggi che fanno sì che un imprenditore possa assumere qualcuno come precario solo per pagare meno tasse).

Controesempio: "Elevare gradualmente l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento da 455 fino a 600 euro in media per il 30% degli utenti (450.000 persone) che hanno maggiore bisogno di assistenza, mantenendo il valore attuale per le altre". Sacrosanto, ma 450000*145*12=783 milioni di euro all'anno. Da dove ve li tirate fuori, dall'extra-gettito dovuto all'aumento delle vendite del libro Cuore? Ah, a proposito: abolire l'IVA per CD e libri (che hanno i costi più alti in Europa se correlati col potere di acquisto), quello no? Dopotutto leggere e ascoltar musica è un hobby, mica una cosa importante. Ora ci dobbiamo occupare di questioni molto più concrete, come si sta facendo da vent'anni a questa parte.

Basta, non so perché io perda tempo su questa cosa.
postato da: antonio12358 alle ore 18:41 | link | commenti (3)
categorie: politica italiana, in miniera, incapaci
domenica, 10 febbraio 2008

Votantonio

Come efficacemente descritto su Manteblog e su altri blog e forum, si sta rapidamente e spontaneamente formando una piccola e gioiosa legione di persone investite del sacro compito di convincerci tutti ad andare a votare, e in particolare ad andare a votare Pd. Si tratta perlopiù di persone motivate da buoni propositi, animate dall'illusione di essere tornate ai tempi di quell'impegno politico "dal basso" che si è perso da almeno una decina d'anni. In effetti il clima è apparentemente simile a quello di dieci-quindici anni fa, me lo ricordo bene; basti dire che nel 93-94 frequentavo l'ultimo anno delle superiori. All'epoca avrei senz'altro fatto parte anche io della gioiosa legione.

Ho già sostenuto brevi discussioni con un paio di queste persone; in altri momenti sarebbero state discussioni lunghe ed estenuanti, ma col passare del tempo ho perso la forza e la voglia di discutere di politica con chi è troppo entusiasta o addirittura idealista; tempo sprecato. Pragmatismo, qualunquismo, chiamatelo come volete. Così per tagliare corto, il mio modo per troncare queste discussioni consiste quasi sempre invariabilmente nel ricorrere a un'affermazione del tipo: "hai ragione ma non m'interessa". Che poi è appena un po' più irragionevole della loro motivazione principale: "hai ragione ma se non voti è peggio".

È qui che sbagliate, miei cari ex-compagni legionari, ma rivolgendomi a voi mi rivolgo anche e soprattutto ai maggiorenti del Pd. Non vi state più rivolgendo a dei ragazzini ingenui ed entusiasti come nel 1994, ora sono i trentenni e i quarantenni ad essere schifati dalla politica (il che è doppiamente preoccupante, dato che rappresentiamo auspicabilmente la classe dirigente del prossimo futuro). Il modo giusto per convincerci non è più dire "piuttosto che niente è meglio piuttosto". Il modo giusto è convincerci con i fatti che ne vale la pena; che so, dichiarare che nessuna persona con procedimenti penali in corso o condanne provvisorie (e non solo quelli con condanne passate in giudicato) sarà candidata, oppure dichiarare esplicitamente che la laicità dello stato è sacra e che non si tollererà alcuna ingerenza da parte del Vaticano. Dichiarare che la 194 è sacra. Oppure esporre i punti del proprio programma in massimo due pagine, sotto forma di obiettivi inequivocabili e specificando la data entro la quale saranno realizzati, anziché redigere un fumoso documento di trecento pagine che si può interpretare in infiniti modi manco l'avesse scritto Nostradamus.

Fino ad allora, finché qualcuno non mi parlerà con i fatti anziché con le parole, non sono ancora arrivato al punto d'essere costretto ad andare a votare il meno peggio. E mi sembra che sia la stessa conclusione a cui sono giunti parecchi milioni di vostri elettori. Quelli che probabilmente vi mancano per vincere. Poi fate voi.
postato da: antonio12358 alle ore 16:36 | link | commenti
categorie: politica italiana
venerdì, 18 gennaio 2008

Partire è un po' morire (forse)

Ipnotizzato dalla deficienza della cosa, frequento spesso il "canale vota anche tu" del Wii. Si tratta in sostanza di un sistema di sondaggi in cui vengono posti quesiti con due alternative, tutti gli utenti Wii fanno la loro scelta e dopo qualche giorno si vede quale delle due fazioni ha vinto. A parte i sondaggi nazionali (che si contraddistinguono per la loro idiozia, ad esempio uno degli ultimi è stato: "preferisci i tramezzini triangolari o quadrati?") ci sono anche i sondaggi internazionali. Essi invece sono spesso molto interessanti, anche se mi rendo conto che gli utenti del Wii non costituiscano uno spaccato propriamente rappresentativo della società; mi aspetto che un venezuelano o un indonesiano che possiede un Wii e un collegamento a Internet sia benestante quanto e più di me.

Ad ogni buon conto, l'ultimo sondaggio internazionale chiedeva: "Ti piacerebbe vivere all'estero in futuro?". Io ho risposto quasi istantaneamente di sì, ovvio, che domande sciocche.

Beh, ieri sono arrivati i risultati, e i NO hanno vinto di larga misura. Fra gli stati più contrari ricordo ad esempio la Francia e il Canada, nei quali il NO ha preso qualcosa come il 75% dei voti.
L'Italia invece è il terzo paese al mondo ad avere più SI, i favorevoli rappresentano la maggioranza e pure larga (mi pare attorno al 70%, quindi l'opposto di Francia e Canada).

Qualcosa vorrà pur dire, a voi stabilire cosa.
postato da: antonio12358 alle ore 10:27 | link | commenti
categorie: politica italiana, politica estera
lunedì, 07 gennaio 2008

Non è vero, non stiamo cadendo più in basso

Siamo già in fondo da tempo.
Parecchi blog riportano oggi la notizia della proroga del decreto Pisanu varato nel 2005, che in nome di presunte "misure antiterrorismo" (rofl) obbligava - e quindi obbliga tutt'ora - gli operatori di telecomunicazioni a conservare una serie di dati personali per ogni comunicazione.
L'errore che fanno i bloggers è quello di illudersi che una volta il centro-sinistra non fosse d'accordo e che ora si sia rimangiato una qualche parola data. No no, niente di tutto ciò; all'epoca il decreto passò con 385 voti favorevoli e 20 contrari, e ampissime frange di ciò che ora chiamiamo "centro-sinistra" votarono a favore. "Noi siamo pronti per fare il più rapidamente possibile. Vedo che c'è una discussione molto seria sulle misure contenute e tutto ciò serve anche a dare un messaggio all'opinione pubblica italiana del lavoro che stiamo facendo", dichiarò Angius auspicando un'accelerazione dell'approvazione della legge. "Abbiamo fatto la nostra parte", dichiarò poi Brutti. In effetti sì, ad esempio hanno richiesto (e ottenuto) un inasprimento delle pene per i cosiddetti "reati di apologia", che è un concetto altamente disgustoso; per quanto mi possa fare schifo chi professa certe idee, le opinioni non dovrebbero mai costituire un reato.
Soltanto un po' della sinistra cosiddetta "radicale" votò contro. Ma ehi, come dicono Veltroni, Berlusconi e Di Pietro, non si può andare avanti con questi partitini guastafeste, che a volte si mettono persino in testa di fare cose di sinistra. Inconcepibile.
mercoledì, 31 ottobre 2007

Ninety-nine bottles of beer on the wall...

A quanto pare l'ennesimo soggetto politico che si è giocato il mio voto per sempre è Di Pietro. La questione della società Stretto Messina al limite poteva avere i suoi perché, invece l'affossamento della commissione sui fatti del G8 di Genova (affossamento al quale oltre a Di Pietro ha contribuito solo Mastella, tanto per dare l'idea della disgustosità della cosa) proprio non lo mando giù. E non mi interessano minimamente le patetiche giustificazioni e distinguo accampate da Di Pietro a difesa di questa decisione.
postato da: antonio12358 alle ore 11:50 | link | commenti (1)
categorie: politica italiana, la faccia come il culo, infami
sabato, 13 ottobre 2007

Dichiarazione di non voto

Non fregherà a nessuno, ma mi preme comunque dirlo: domani non andrò a votare alle primarie del Pd. Fra l'altro non conosco personalmente nessuno che abbia dichiarato entusiasta che ci andrà; tutti gli amici, parenti e conoscenti a cui l'ho chiesto si sono dichiarati astensionisti o fortemente dubbiosi. E abito nell'Emilia rossa, mica a Treviso.
I motivi per cui non vado sono tanti. Non voglio fare una disquisizione troppo lunga, ma sinteticamente i più importanti sono:
  • Non mi piace nessun candidato. Veltroni ha un programma vago che cerca di accontentare tutti e quindi non accontenta nessuno; la Bindi dice molte cose giuste ma il suo retaggio cattolico mi impensierisce; Letta mi lascia indifferente (e ha pure parenti sbagliati); gli altri non meritano menzione, non perché siano cattive persone, ma soltanto perché sono inadatti: figuriamoci se si può mettere un Adinolfi alla guida di un partito al 30%;
  • Non mi piace partecipare a una farsa, ossia a un'elezione dove si sa già chi vince. Anche nelle precedenti primarie era così, ma allora il significato era diverso, tutto il popolo della sinistra andava a manifestare il proprio desiderio unitario e contro il governo di centro-destra;
  • Non mi piace essere associato (esplicitamente, da statuto) alla costituzione di un partito del quale non conosco ancora programma e leader;
  • Non mi piace il fatto che il Pd sia stato progettato per tendere pù facilmente ad allearsi con moderati di centro piuttosto che con la sinistra alternativa. I presagi di questa iattura sono molti e significativi.
postato da: antonio12358 alle ore 14:06 | link | commenti (2)
categorie: politica italiana, centrismo e altre iatture