Embolia Schizoide

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lunedì, 23 giugno 2008

Lobbies pluto-giudo-petrolifere

Il fatto di dover mollare 70-80 euro ogni volta che vado a fare rifornimento mi fa nascere una riflessione spontanea, che giro a tutti voi solutori più che abili.

Circa tre anni fa scoppiava il "boom dell'olio per frittura": la gente va a comprare l'olio di colza alla Lidl per usarlo come carburante diesel, e scassando così parecchie automobili. Cavalcando l'onda di questa specie di rivolta energetica, alcuni petrolieri iniziano timidamente a proporre anche i loro biodiesel "ortodossi", che sono in pratica una miscela di gasolio tradizionale e altri prodotti vegetali opportunamente deemulsionati. Unico problema, il biodiesel costa un pochino di più del gasolio, che all'epoca mi sembra che stesse attorno agli 1.1-1.2 euro (e già la gente iniziava a lamentarsi).

Bene. Adesso che il gasolio costa 1.5 euro, come mai nessuno mi parla più del biodiesel? Se costava leggermente più di 1.1 euro allora, nulla farebbe presupporre che adesso debba costare più di 1.5 euro, essendo legato in percentuale molto più piccola alle oscillazioni del petrolio.

Ci vorrebbe veramente un attimo a pensar male, al complotto occulto, alle lobbies petrolifere che ricattano governi e interi continenti eccetera eccetera. Orsù, dunque, che salti subito fuori un destrorso a parlarmi dei motivi concreti e razionalissimi per cui non troviamo biodiesel a 1.3 euro in tutte le pompe. Che mi giustifichi con logica inoppugnabile il fatto che Tremonti si sia ridotto a dover parlare di "Robin Hood Tax" anziché semplicemente ridurre di qualche centesimo le accise per il biodiesel. Discorsi simili per l'etanolo, ovviamente.

Grazie anticipatamente per la spiegazione.
postato da: antonio12358 alle ore 13:47 | link | commenti (10)
categorie: politica italiana, politica estera
lunedì, 21 aprile 2008

Per un nuovo miracolo sudamericano

Fino a qualche tempo fa ci si riferiva ai governi degli stati sudamericani in termini dispregiativi, li si utilizzava come parametro di confronto negativo. Beh, è strano come cambino le cose in pochi anni:  il Sudamerica si è trasformato in un grande laboratorio sociale, vivo e pulsante, e ormai siamo noi che dobbiamo imparare da loro. Ai  più noti Lula e Chavez (ebbene sì, valuto Chavez in maniera complessivamente positiva, e se volete capire il perché lascio la parola a Gennaro Carotenuto che ne mastica decisamente più di me sull'argomento) e ai meno noti Morales, Correa, Kirchner e chi più ne ha più ne metta, si aggiunge ora Fernando Lugo, ex vescovo scomunicato ad divinis dal vaticano e nuovo presidente del Paraguay. Se non altro dobbiamo imparare da lui come si fa a vincere mettendo assieme comunisti e cattolici: ma guarda un po', è sufficiente proporre un programma alternativo e progressista.
postato da: antonio12358 alle ore 09:53 | link | commenti
categorie: politica italiana, politica estera
venerdì, 18 gennaio 2008

Partire è un po' morire (forse)

Ipnotizzato dalla deficienza della cosa, frequento spesso il "canale vota anche tu" del Wii. Si tratta in sostanza di un sistema di sondaggi in cui vengono posti quesiti con due alternative, tutti gli utenti Wii fanno la loro scelta e dopo qualche giorno si vede quale delle due fazioni ha vinto. A parte i sondaggi nazionali (che si contraddistinguono per la loro idiozia, ad esempio uno degli ultimi è stato: "preferisci i tramezzini triangolari o quadrati?") ci sono anche i sondaggi internazionali. Essi invece sono spesso molto interessanti, anche se mi rendo conto che gli utenti del Wii non costituiscano uno spaccato propriamente rappresentativo della società; mi aspetto che un venezuelano o un indonesiano che possiede un Wii e un collegamento a Internet sia benestante quanto e più di me.

Ad ogni buon conto, l'ultimo sondaggio internazionale chiedeva: "Ti piacerebbe vivere all'estero in futuro?". Io ho risposto quasi istantaneamente di sì, ovvio, che domande sciocche.

Beh, ieri sono arrivati i risultati, e i NO hanno vinto di larga misura. Fra gli stati più contrari ricordo ad esempio la Francia e il Canada, nei quali il NO ha preso qualcosa come il 75% dei voti.
L'Italia invece è il terzo paese al mondo ad avere più SI, i favorevoli rappresentano la maggioranza e pure larga (mi pare attorno al 70%, quindi l'opposto di Francia e Canada).

Qualcosa vorrà pur dire, a voi stabilire cosa.
postato da: antonio12358 alle ore 10:27 | link | commenti
categorie: politica italiana, politica estera
sabato, 12 gennaio 2008

Waterboarding

Un link su Boing Boing mi ha messo a conoscenza della pratica di tortura chiamata waterboarding. In poche parole si tratta di una tecnica che permette di infliggere per ore o giorni al torturato la sensazione di affogare, senza che però l'affogamento sopraggiunga realmente.
Pensate che negli USA amenità del genere sono state approvate per legge come misure straordinarie di lotta al terrorismo, in modo praticamente esplicito: quando sono stati approvati i cosiddetti Military Commissions Acts, gli emendamenti per vietare alcuni metodi di tortura (fra i quali il waterboarding) sono stati tutti rigettati. Ora sembra che l'utilizzo della tortura sia stato nuovamente vietato, ma chissà perché non riesco proprio a convincermi del fatto che un popolo che approva per legge la tortura e la pena di morte poi sia in grado di farne a meno.
postato da: antonio12358 alle ore 15:08 | link | commenti
categorie: politica estera, entita indegne di vivere
mercoledì, 19 settembre 2007

Questi comunisti sono proprio dappertutto

Il candidato alle primarie democratiche USA Barak Obama ha proposto di tassare le rendite finanziarie. Questa idea, che si può definire moderatamente socialdemocratica (a meno che qualcuno non ravvisi elementi di socialismo nel Partito Democratico USA...), in Italia viene invece considerata come appartenente a una sinistra estrema, fuori dal tempo e dal mercato.
D'altronde in Italia il governo ha ben altro di cui occuparsi, piuttosto che fare qualcosa di sinistra e/o applicare il programma per cui è stato votato. Come ad esempio criticare, travisare e insultare Grillo, nel pietoso e inutile tentativo di riguadagnare la fiducia dei propri elettori.
postato da: antonio12358 alle ore 09:28 | link | commenti
categorie: politica italiana, politica estera, in miniera, incapaci
sabato, 05 maggio 2007

I nobili soldati

Spesso chi critica le operazioni militari e più in generale la piega militarista che stanno prendendo molti stati cosiddetti civilizzati, si sente in dovere (per una sorta di quid pro quo molto pavido e che denota scarsa fiducia nelle proprie convinzioni) di dire qualcosa di buono riguardo a chi effettivamente va a combattere, rischiando la buccia in prima persona. Insomma, se anche questa o quell'operazione di guerra è sbagliata, portiamo massimo rispetto per i soldati che vanno a combattere guerre inutili e sbagliate e muoiono per tutti noi, un po' come Gesù. Questo capita specialmente negli USA, dove hanno costantemente bisogno di gente disperata che si arruoli e quindi devono diffondere il luogo comune del nobile soldato, ma capita sempre di più anche in Italia.
Bene, io non sono d'accordo con questa consuetudine. Non c'è niente di nobile ad andare ad ammazzare gente inerme a ventimila chilometri da casa propria, non c'è niente di nobile a morire in guerre di aggressione, e questo vale anche per i soldati. Chi prende parte a una guerra (non importa se per ignoranza, necessità o convinzione) la giustifica ed è a sua volta complice, e quindi delle due la sua elevazione morale è inferiore alla media, non superiore. Ne abbiamo avuto prova con i pregevoli poster del fascio e della decima MAS trovati negli edifici attaccati a Nassiriya, e oggi ne abbiamo ulteriore conferma con questo studio che mostra come un soldato americano su due consideri legittima la tortura.
Sempre rimanendo nell'ambito anglosassone, salta alla mente il detto garbage in/garbage out: è difficile che formando soldati (e cittadini) con valori spregevoli e più adatti a un romanzo di Heinlein, tu ottenga soldati (e cittadini) che non lo siano altrettanto.
postato da: antonio12358 alle ore 15:41 | link | commenti
categorie: politica italiana, politica estera
sabato, 17 febbraio 2007

Magnagati

A discapito di tutte le previsioni catastrofiste, la manifestazione vicentina è stata un successo: tanta festa e pochi irrilevanti idioti che hanno mostrato uno striscione "terroristi liberi" (e anche stavolta questi bambini deficienti che giocano al rivoluzionario non sono stati fermati dal servizio d'ordine della manifestazione, mannaggia agli organizzatori).
Lo spettacolo di cabaret che qualcuno chiama "Studio Aperto" ovviamente ha aperto mostrando lo striscione, c'era soltanto quello per loro. Lo spettacolo di saltimbanchi che qualcuno chiama "TG5" è stato un po' più obiettivo, ma in compenso per non smentire la sua natura di ricettacolo della fuffa ha messo nella scaletta la notizia che oggi sarebbe la "festa dei gatti" (fra l'altro per chi conosce i luoghi comuni sui vicentini questa è una coincidenza piuttosto divertente).
Non ho notizie di come lo spettacolo di burattini che qualcuno chiama "TG4" abbia coperto la manifestazione. Probabilmente Fede avrà come al solito ripetuto pedissequamente l'opinione del suo padrone, comunicatagli con semplici comandi verbali.
lunedì, 04 dicembre 2006

Le ho tagliato venti grammi in più di polonio. Lascio?

Sempre a proposito di giornalisti e idiozia, è significativa la notizia di Repubblica: hanno "scoperto" che è possibile comprare del polonio online.
Peccato che si siano dimenticati di dire che i campioni acquistabili su Internet sono infinitesimali (servono per tarare strumenti), che la dose letale è migliaia di volte più grande, e che se ne produce così poco al mondo - pochi etti all'anno - che se qualcuno avesse comprato migliaia di dosi qua e là online (e in poco tempo, dato che quell'isotopo diventa innocuo dopo un paio di anni), fino ad arrivare alle enormi quantità che hanno ucciso Litvinenko, la cosa sarebbe stata alquanto evidente, soprattutto considerando che uno dei suoi possibili utilizzi è l'innesco della reazione nucleare nelle bombe atomiche. Fra l'altro questo è anche il principale motivo che ha dato slancio all'ipotesi dell'implicazione del governo russo: uno dei possibili metodi per reperire rapidamente e senza essere scoperti grandi quantità di polonio, è quello di essere ai vertici del paese che è il maggior produttore di polonio al mondo. Indovinate qual è.
postato da: antonio12358 alle ore 12:49 | link | commenti
categorie: politica estera, in miniera, incapaci
domenica, 05 novembre 2006

Ammazzare con garbo

Nel giorno della condanna a morte di Saddam Hussein, D'Alema ha sostenuto la contrarietà dell'Italia alla pena di morte, come è giusto che sia. Come premessa ha voluto però enfatizzare in modo particolare la barbarie del metodo di esecuzione comminato - l'impiccagione - sottintendendo così che esistano metodi più umani per ammazzare una persona. Ora, a parte dimostrare una certa ignoranza per la legislazione italiana (che fino a pochi anni fa prevedeva l'esecuzione per impiccagione dei disertori in tempo di guerra), D'Alema ha dimostrato anche una certa disinformazione riguardo ai metodi di esecuzione che plausibilmente egli ritiene più etici. Probabilmente non è al corrente dei "piccoli" problemi di cui risentono i metodi che vanno per la maggiore nei cosiddetti stati democratici, come la sedia elettrica (dove mettono un cappuccio in testa perché spesso gli occhi del condannato esplodono fuori dalle orbite) o l'iniezione letale (dove c'è il forte sospetto che molte persone siano perfettamente coscienti, benché paralizzate, mentre muoiono soffocate). Ovviamente anche l'impiccagione e la fucilazione non garantiscono una morte immediata, anche se probabilmente sono leggermente più umane. Ironicamente, l'unico metodo di esecuzione immediato e indolore è l'unico a non essere più usato (eccetto in alcuni paesi musulmani): la decapitazione.

Update: la condanna a morte in Italia era eseguita per fucilazione, non per impiccagione come ho sostenuto. Faccio ammenda.
postato da: antonio12358 alle ore 14:21 | link | commenti (2)
categorie: politica italiana, politica estera
venerdì, 03 novembre 2006

Cinquant'anni

Il quattro novembre del 1956 iniziava la sanguinaria repressione sovietica della rivoluzione ungherese.  Domani saranno cinquant'anni esatti. Di atti spregevoli commessi da entrambe le parti durante la guerra fredda ce ne sono stati una miriade, ma questo - che fu il primo vero "evento mediatico" seguito in TV da milioni di persone - è stato probabilmente quello che ha condizionato in maniera più sensibile le coscienze occidentali, soprattutto all'interno del PCI e della sinistra in generale. Ovviamente questo vale per chi una coscienza ce l'aveva; gli altri hanno preferito ignorare la cosa o spalleggiare direttamente l'URSS. Menzione d'onore a tal proposito va  all'attuale presidente della Repubblica, che ebbe a definire gli insorti "teppisti" e "spregevoli provocatori", elogiando l'URSS per il suo "contributo alla pace nel mondo". Gli ci vollero trent'anni per ammettere di aver sbagliato.
 
postato da: antonio12358 alle ore 13:50 | link | commenti
categorie: politica italiana, politica estera