Mi raccomando, fate in modo di andare a guardare il film
Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan qualora esca nelle sale italiane, o di recuperarlo in qualche modo qualora non lo faccia; è uno dei film più buffi, sovversivi, politicamente scorretti e geniali che si siano visti da un sacco di tempo a questa parte. Se vi piace la comicità alla South Park, non potete perderlo.
Il film ha ricevuto apprezzamenti pressoché unanimi e sta inaspettatamente scalando le classifiche dei botteghini, Rotten Tomatoes gli da un
notevole 93%, quindi non mi dilungo più di tanto nella tessitura delle sue lodi; guardatelo e vi verrà male agli addominali a furia di ridere. Per ora mi limito a darvi qualche altra informazione che potrebbe farvi comodo.
Borat è il parto della mente di Sacha Baron Cohen, un comico britannico dotato di una grande capacità di improvvisazione. E' diventato famoso al pubblico anglosassone quando un paio di anni fa scrisse e interpretò per due stagioni
Da Ali G Show per la rete HBO, un geniale show in bilico fra la candid camera e l'improvvisazione totale, in cui caratterizzò tre personaggi meravigliosi: Ali G, ossia il classico stereotipo del
gangsta americano che parla e si muove a ritmo di hip hop; Bruno, un androgino incrocio fra il tipico "animale da passerella" e un fan dei Craftwerk, con chiare origini germaniche; e last but not least Borat, la terza persona più famosa della gloriosa nazione del Kazakistan (come definisce se stesso). Antisemita, misogino, guerrafondaio, dinoccolato, ignorante, maleducato, stupido all'inverosimile, Borat raccoglie tutti i più sudici e reconditi stereotipi che potreste inventarvi su un arretrato paese ex-comunista dell'est-Europa; nonostante tutto questo, inspiegabilmente (ma non poi così tanto: dopotutto dentro a ognuno di noi c'è un piccolo, cinico bastardo) il personaggio sprigiona un'incredibile e surreale simpatia.
I DVD della serie
Da Ali G Show sono già disponibili, vi consiglio di recuperarli: sono imperdibili.