Non fregherà a nessuno, ma mi preme comunque dirlo: domani non andrò a votare alle primarie del Pd. Fra l'altro non conosco personalmente
nessuno che abbia dichiarato entusiasta che ci andrà; tutti gli amici, parenti e conoscenti a cui l'ho chiesto si sono dichiarati astensionisti o fortemente dubbiosi. E abito nell'Emilia rossa, mica a Treviso.
I motivi per cui non vado sono tanti. Non voglio fare una disquisizione troppo lunga, ma sinteticamente i più importanti sono:
- Non mi piace nessun candidato. Veltroni ha un programma vago che cerca di accontentare tutti e quindi non accontenta nessuno; la Bindi dice molte cose giuste ma il suo retaggio cattolico mi impensierisce; Letta mi lascia indifferente (e ha pure parenti sbagliati); gli altri non meritano menzione, non perché siano cattive persone, ma soltanto perché sono inadatti: figuriamoci se si può mettere un Adinolfi alla guida di un partito al 30%;
- Non mi piace partecipare a una farsa, ossia a un'elezione dove si sa già chi vince. Anche nelle precedenti primarie era così, ma allora il significato era diverso, tutto il popolo della sinistra andava a manifestare il proprio desiderio unitario e contro il governo di centro-destra;
- Non mi piace essere associato (esplicitamente, da statuto) alla costituzione di un partito del quale non conosco ancora programma e leader;
- Non mi piace il fatto che il Pd sia stato progettato per tendere pù facilmente ad allearsi con moderati di centro piuttosto che con la sinistra alternativa. I presagi di questa iattura sono molti e significativi.