Se vi è capitato di guardare i telegiornali in questi ultimi giorni, avrete notato come TUTTI (politici, personaggi famosi in genere, e persino i giornalisti che in teoria dovrebbero limitarsi a descrivere i fatti) abbiano scagionato a priori Don Gelmini, il parroco accusato di aver molestato dei minorenni. Qualsiasi servizio "giornalistico" mandato in TV è stato volto più a incensare l'opera di Don Gelmini, a denigrare gli accusatori (che strano, erano dei tossici!) o a chiedersi chi sia l'artefice occulto di questo complotto nei suoi confronti, piuttosto che a render conto all'opinione pubblica dei semplici fatti: i gravissimi, presunti reati per cui è indagato, in un'inchiesta che dura da sei mesi. Lui stesso non si è certo tirato indietro nello sparar cazzate,
dichiarando che si tratta di un complotto giudaico ai suoi danni, che ha paura dei "giudici mascalzoni" e che i magistrati sono in sostanza delle mezze calzette e degli anticlericali.
Nessuna meraviglia che questo figuro sia un idolo del centrodestra e di Berlusconi; chissà se anche lui nei suoi centri di recupero ha le piccionaie in cui rinchiudere i suoi ospiti, come l'illustre idolo antidroga che infiammava precedentemente i cuori dei fasci.