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martedì, 28 novembre 2006

Articolo 15: non fate piangere Gesù

Un articolo di Repubblica informa del fatto che Napolitano avrebbe affermato che Stato e Chiesa hanno una comune missione educativa e insegnano gli stessi valori di moralità ed eticità. A questo punto, se persino un ex-estimatore dei massacri sovietici non vede più l'evidente differenza che passa fra l'etica laica e l'etica cattolica, tanto vale che cambiamo il nome dell'Italia in Repubblica Popolare Cristiana.
postato da: antonio12358 alle ore 08:28 | link | commenti
categorie: cloro al clero
lunedì, 27 novembre 2006

Uccidete la democrazia



Ormai anche i sassi hanno sentito parlare di questo documentario uscito venerdì scorso assieme a Diario (in realtà in molte edicole è uscito sabato, e in moltissime non è arrivato neppure adesso). Il documentario è per stessa ammissione degli autori una docu-fiction, ovvero (per mia libera perifrasi) un film che si ripropone di dimostrare un teorema pur non disponendo di nessuna prova.
Non mi fraintendete, non sto dicendo che il teorema sia sbagliato; gli autori hanno sfruttato al meglio il poco materiale che avevano a disposizione, il problema è che per riempire un'ora e mezza di DVD si sono spinti oltre il lecito consentito dalle inchieste giornalistiche serie. Hanno  dovuto spesso ricorrere a drammatizzazioni, interviste poco o per nulla pertinenti, collegamenti alquanto azzardati, per non parlare poi dell'artificio narrativo della gola profonda: non un vero e proprio testimone oculare del misfatto (alla Report, per intendersi), bensì un attore che nella sua intepretazione ribadisce le tesi degli autori, come se questo potesse rafforzarle.
L'analisi degli autori è semplice e si può ridurre a una domanda perlopiù retorica: come è possibile che fra le elezioni del 2001 e le elezioni del 2006 il numero delle schede bianche si sia ridotto da 1.600.000 a 400.000, subendo un drammatico calo del 75%? Questo è l'unico dato certo ed è estremamente inquietante. Al contorno ci sono poi dei dati statistici un po' sospetti riguardanti le diverse modalità con le quali le schede bianche sono diminuite di regione in regione; partendo dai dati del documentario ho fatto un piccolo grafico:



I problemi evidenziati sono due:
  • Perché le schede bianche sono diminuite percentualmente molto di più nelle regioni in cui ce n'erano di più? Le schede totali si sono ridotte del 75%, ci si sarebbe dovuto aspettare che questo macro-dato si ripetesse più o meno in tutte le regioni. Invece no;
  • Perché la deviazione standard relativa (che è un indice di dispersione attorno al valor medio) si è ridotta del 30%?
Questi sono dati interpretabili in vari modi e non dimostrano nulla di palesemente irregolare, tantopiù che se ci fosse stato un furto tramite manipolazione dei dati informatici i truffatori avrebbero avuto tutte le possibilità di controllare questi parametri statistici a loro piacimento. Il documentario di Deaglio si è soffermato un po'  troppo su questi tecnicismi, quando invece c'è un singolo numero semplice, cristallino, incontrovertibile e grandemente sospetto che è appunto il crollo del numero totale delle schede bianche.

A prescindere da tutto ciò, Uccidete la democrazia ha comunque un merito fondamentale che da solo giustifica e legittima qualsiasi "licenza narrativa": l'aver dato la sveglia ai fanfaroni del centro-sinistra, che forse ora si decideranno finalmente a ricontare le dannate schede bianche. Sono persino conservate separatamente dalle altre, si tratta di metter lì una decina di persone e in un paio di settimane si potrebbero agevolmente ricontare tutte!

Il problema fondamentale, forse quello che blocca la sinistra, è proprio questo: e se alla fine del conteggio si scoprisse (come ritengo assai probabile) che qualcuno tentò effettivamente di rubare le elezioni, organizzando un golpe elettronico che forse soltanto all'ultimo momento fu sventato grazie alla vergogna e alla coscienza di qualcuno dei congiurati? Chi avrebbe il coraggio umano, civico e politico di fare il culo ai responsabili?

Update: come non detto, non accadrà mai. Anzi, adesso è Deaglio che potrebbe avere dei guai con gli inquirenti.
postato da: antonio12358 alle ore 20:51 | link | commenti
categorie: politica italiana, ai confini della realta, infami

Mio nonno ha fatto il capannone piccolo

    

Non vorrei sembrare indelicato, ma le immagini dell'industriale Giorgio Panto, recentemente deceduto in un incidente con il suo elicottero, mi hanno fatto tornare in mente l'industriale Ivo Perego di Antonio Albanese. Ricordate? Quello del capannone in Eternit e del "nazista dentro". Stesso dolcevita (beh, è un collare ortopedico), stessi occhiali anni '60. Difficile credere che Albanese non si sia ispirato a lui per creare la parodia perfetta dell'industriale del nordest. Per chi volesse saperne di più su Panto consiglio di leggere il programma del suo partito. I leghisti erano troppo moderati e progressisti per lui, così ha fondato un movimento per conto proprio. Alcuni punti significativi del suo programma sono ad esempio l'istituzione di pronto soccorsi separati per gli extracomunitari, l'estensione della legge sulla legittima difesa (i.e. poter sparare a chiunque ti faccia un brutto cenno), le ronde notturne dell'esercito, l'eliminazione dei concorsi pubblici per l'assunzione dei docenti e così via.
È sempre curioso scoprire come la gente di ogni estrazione sociale aspiri a concorrere ai Darwin Awards, anche se con modalità diverse. Così mentre la gente comune muore fulminata perché usa un filo di rame per far volare l'aquilone, la gente di un certo rango muore dopo essere decollata con il proprio elicottero personale dalla propria isola personale, perché pilotando rasoterra e facendo una virata le pale dell'elicottero gli finiscono in acqua. Il risultato finale è comunque noto: la selezione naturale ha sempre la meglio.
postato da: antonio12358 alle ore 13:29 | link | commenti (1)
categorie: leghismo e altre malattie
lunedì, 20 novembre 2006

Partecipate numerosi

postato da: antonio12358 alle ore 12:44 | link | commenti
categorie: folli
giovedì, 16 novembre 2006

Eucarioti e procarioti

I protozoi sono organismi monocellulari, una delle più basse forme di vita. Forse ciò non vale più da stasera, da quando cioè Totò "vasa vasa" Cuffaro ha fatto la sua performance nel programma Annozero di Santoro.

Sono senza parole, mi sento violentato nell'anima. Non so se abbia trovato più oscene le cose che ha detto al padre e figlio vittime della mafia, il negazionismo della mafia come sistema pervasivo ("dobbiamo sconfessare questo mito"), oppure il tentativo di ridurla a gag indossando una coppola ("volevo solo sdrammatizzare", che detto in faccia a una vittima della mafia non è male).

Mi viene il vomito se penso che questo tizio è stato votato da un milione e mezzo di persone. I suoi elettori, ha affermato, sono "un giudice di gran lunga superiore" a quelli che frequentemente deve incontrare nei tribunali durante i suoi processi per mafia. Ultimamente questa cosa dell'essere giudicati dai propri pari va molto di moda, a quanto sembra; forse è per questo che hanno approvato l'indulto a così larga maggioranza.
postato da: antonio12358 alle ore 23:11 | link | commenti
categorie: entita indegne di vivere
martedì, 14 novembre 2006

Gipsy! Give me your tears!


Mi raccomando, fate in modo di andare a guardare il film Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan qualora esca nelle sale italiane, o di recuperarlo in qualche modo qualora non lo faccia; è uno dei film più buffi, sovversivi, politicamente scorretti e geniali che si siano visti da un sacco di tempo a questa parte. Se vi piace la comicità alla South Park, non potete perderlo.
Il film ha ricevuto apprezzamenti pressoché unanimi e sta inaspettatamente scalando le classifiche dei botteghini, Rotten Tomatoes gli da un notevole 93%, quindi non mi dilungo più di tanto nella tessitura delle sue lodi; guardatelo e vi verrà male agli addominali a furia di ridere. Per ora mi limito a darvi qualche altra informazione che potrebbe farvi comodo.

Borat è il parto della mente di Sacha Baron Cohen, un comico britannico dotato di una grande capacità di improvvisazione. E' diventato famoso al pubblico anglosassone quando un paio di anni fa scrisse e interpretò per due stagioni Da Ali G Show per la rete HBO, un geniale show in bilico fra la candid camera e l'improvvisazione totale, in cui caratterizzò tre personaggi meravigliosi: Ali G, ossia il classico stereotipo del gangsta americano che parla e si muove a ritmo di hip hop; Bruno, un androgino incrocio fra il tipico "animale da passerella" e un fan dei Craftwerk, con chiare origini germaniche; e last but not least Borat, la terza persona più famosa della gloriosa nazione del Kazakistan (come definisce se stesso). Antisemita, misogino, guerrafondaio, dinoccolato, ignorante, maleducato, stupido all'inverosimile, Borat raccoglie tutti i più sudici e reconditi stereotipi che potreste inventarvi su un arretrato paese ex-comunista dell'est-Europa; nonostante tutto questo, inspiegabilmente (ma non poi così tanto: dopotutto dentro a ognuno di noi c'è un piccolo, cinico bastardo) il personaggio sprigiona un'incredibile e surreale simpatia.

I DVD della serie Da Ali G Show sono già disponibili, vi consiglio di recuperarli: sono imperdibili.
postato da: antonio12358 alle ore 22:34 | link | commenti
categorie: cinema, goodies

Novità

La nuova star di Hollywood è una cagna. E la novità dove sarebbe?
postato da: antonio12358 alle ore 15:42 | link | commenti
categorie: incapaci

Il fascismo, infine/2

Notizie ottime e abbondanti oggi. Un baciapile di alto rango si è lamentato per la satira che giustamente un po' tutti i comici stanno dirigendo verso il papa più buffo degli ultimi secoli. Siamo in un paese semilibero e quindi c'è semilibertà di critica, persino per gente che l'ha repressa nel sangue per secoli, ma ciò che preoccupa è la scelta delle parole: il baciapile ha detto che "spera che smetta subito". Non vi ricorda nulla, tipo "non si dovranno più vedere dei Biagi, dei Santoro e dei Luttazzi fare un uso criminoso della TV pubblica"? Quanto scommettiamo che magicamente le varie satire del papa scompariranno prontamente dal video?
postato da: antonio12358 alle ore 14:29 | link | commenti
categorie: infami, cloro al clero

Il fascismo, infine

Un articolo su Repubblica ci informa che la crema del governo attuale, ossia Mastella e Gentiloni, sta pensando a piani sistematici per censurare e imbrigliare i nuovi media. Dopo aver tirato fuori di galera migliaia di delinquenti, dunque, ora Mastella parla di "interventi penali" per colpire chi vende videogiochi violenti, ma potete scommettere che presto si passerà al vero nemico, cioè Internet. Ovviamente le scuse sono le solite, tutela dei minori in testa, non mi dilungo più di tanto perché sono delle ovvie idiozie. "È la sfida del futuro", ha dichiarato Gentiloni senza andarsi a nascondere subito dopo; siccome ormai TV e giornali sono sistemate, è il momento di colpire tutti i media che non sono ancora stati inquadrati nel pensiero unico cattofascista che da decenni ingessa e zavorra la cultura di massa italiana.
postato da: antonio12358 alle ore 13:04 | link | commenti
categorie: politica italiana, ai confini della realta, infami
domenica, 12 novembre 2006

Una potenza del terzo mondo

Vorrei fare una piccola chiosa sulla vicenda dei tagli alla ricerca nell'ultima finanziaria. Piccolo riassunto delle puntate precedenti: inizialmente il brillante governo di estrema sinistra (come ora è definito da tutti, alleati inclusi - non oso pensare a come sarebbe allora un governo di centro-sinistra!) aveva tagliato 300 milioni di euro alla ricerca, scatenando le ire di quella scatenata vecchietta di Rita Levi Montalcini, che minacciò di non votare più la finanziaria. Questa minaccia, in un governo che al Senato è tenuto a galla da una piccola gerontocrazia di senatori a vita, fu recepita in modo mirabile da Prodi che dichiarò che era una "posizione condivisibile" (trad.:"se non ci voti anche tu, e magari viene l'influenza o la gotta a un paio di altri senatori a vita, siamo nel guano"). Ecco dunque il lieto epilogo della vicenda: 180 milioni stanziati in tre anni, più una cifra ridicola e puramente simbolica di 20 milioni (nel 2007) per combattere la "fuga dei cervelli". La Montalcini si è già detta soddisfatta per queste modifiche e ha dichiarato che voterà la finanziaria. Io non sono molto soddisfatto, a dire il vero; tanto per cominciare, non mi sembra di aver capito che il taglio di 300 milioni sia stato eliminato; mi sembra tanto una di queste manovre di stampo democristiano dove prima ti tolgono 10 con una mano, poi ti danno 1 con l'altra mano per poter dire di averti dato qualcosa. Forse ho capito male io, lo spero, comunque non è questo il punto.

Il punto è che come si evince da questo interessante documento della Confindustria sulla ricerca in Italia (fermo al 2000, ma con in mezzo il governo Berlusconi non credo che le cose siano molto migliorate nel frattempo), la spesa pubblica destinata alla ricerca in Italia corrisponde allo 0.5% del PIL. Ciò vuol dire circa 700 milioni di euro. Gli stati europei avanzati - di cui ci fregiamo di far parte, credo - spendono lo 0.8% del PIL, che trasposto al PIL italiano significa 1200 milioni di euro. Siamo indietro di almeno 500 milioni di euro di finanziamenti pubblici rispetto agli altri paesi avanzati, ma probabilmente è una stima per difetto; manca tutta la parte privata, che proprio per il suo stato comatoso dovrebbe essere a sua volta sostenuta dallo stato, che quindi dovrebbe accollarsi il doppio del lavoro. Onestamente 180 milioni in tre anni mi suonano un po' di presa per il culo, a meno che ovviamente il nostro nuovo obiettivo non sia quello di diventare - come diceva anni fa un politico di estrema destra che ora non ricordo - una "potenza del terzo mondo": se nell'Europa dei grandi sfigurassimo, potremmo sempre diventare una grande potenza nordafricana.
postato da: antonio12358 alle ore 23:35 | link | commenti
categorie: politica italiana, incapaci