Embolia Schizoide

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giovedì, 28 settembre 2006

Near, far, wherever you are...

    
Interessante questa notizia letta su Manteblog: alcuni partiti di governo hanno pagato un paginone di Repubblica per comunicare lo slogan "Finanziaria 2007, anche i ricchi piangano", con tanto di barca a vela sullo sfondo. Nel frattempo sempre su Repubblica apprendiamo che Mastella invece non vuole affatto che i ricchi piangano, e anche Pecoraro Scanio vuole la sua fettina di culo (no pun intended). Ieri anche Fioroni si è lamentato. Non entro nel merito delle varie argomentazioni, il punto è un altro: mostrare agli elettori quanto siano in disaccordo su tutto non è un sintomo di trasparenza, è un sintomo di idiozia.
 
Iniziate a prestare attenzione a ciò che fanno i Bruni Vespa, sono sempre loro i primi a scappare quando la nave (no, non mi riferisco alle barche dei ricchi) sta per affondare...
postato da: antonio12358 alle ore 16:37 | link | commenti
categorie: politica italiana, incapaci
mercoledì, 27 settembre 2006

Raging Boll

Attenti a parlar male del peggior regista di sempre: vi potrebbe sfidare a un incontro di boxe, potreste credere che si tratti di una goliardata, accettare e prendere un fracco di botte. Non sono sorpreso dall'idea avuta da Uwe Boll, nella sua mente limitata probabilmente l'onore pugilistico e i meriti di cineasta sono in qualche modo connessi fra loro. Pensate invece a questi quattro sfigati che credevano di recarsi a un simpatico evento mediatico...
postato da: antonio12358 alle ore 19:54 | link | commenti
categorie: incapaci
martedì, 26 settembre 2006

Emergenza, la grande scusa unificata

Fassino ha una caratteristica che lo distingue dalla maggioranza dei politici. Quando un interlocutore controbatte facendo un'affermazione intelligente, il politico tipico trasecola, svicola, traccheggia ("ehi, stiamo facendo politica per le masse, non puoi fare un'osservazione brillante!"). Lui no, lui cerca di rispondere a tono. E' capitato questa sera durante la trasmissione Ballarò, quando Davigo gli ha fatto notare che se l'obiettivo dell'indulto era quello di vuotare le carceri, bastava abrogare due leggi-scandalo del precedente governo (la Bossi-Fini e la Fini) per risolvere in buona parte e in modo più duraturo il problema del sovraffollamento delle carceri. Fonti ufficiali mostrano che il 27% dei carcerati è composto da tossicodipendenti e il 31% da extracomunitari.
 
Fassino, anziché far finta di niente, ha risposto dando un'interessante spiegazione sul motivo del provvedimento: c'era uno stato di emergenza assoluta che non permetteva di perdere un solo istante. Per abrogare una legge occorre un iter parlamentare che può durare qualche mese, mentre la convergenza che si era formata attorno al tema dell'indulto (*) permetteva di risolvere tutto in un paio di settimane. Ora, io non sono un conoscitore del mondo come Fassino, ma in presenza di un problema evidentemente strutturale che persiste da anni opterei per perdere un po' più di tempo per risolverlo bene, anziché far le cose in fretta per vedermelo ricomparire identico un anno dopo. Ma tant'è. Fassino ha astutamente accennato al fatto che si stanno occupando anche della soluzione a lungo termine (la modifica della Fini e della Bossi-Fini), ma ho come la strana sensazione che ora che il vero obiettivo è stato raggiunto, l'iter parlamentare subirà imprevedibili rallentamenti.
 
Intanto però ci teniamo un indulto che (come ha spiegato bene Davigo) in futuro convincerà migliaia e migliaia di criminali a non patteggiare, con sommo gaudio del sistema giudiziario e del bene comune. E convincerà anche - ipotizzo io - un numero imprecisatamente alto di persone a delinquere con tranquilla voluttà. Insomma, le aspiranti Wanna Marchi e proprietari di ditte Eternit possono dormire sonni tranquilli.
   
(*) Degna di nota la sollecitudine con la quale l'opposizione ha votato l'indulto per tirar fuori dalle carceri i tossici e gli extra che loro stessi avevano sbattuto dentro. Questa sì che è carità cristiana!
postato da: antonio12358 alle ore 23:27 | link | commenti
categorie: politica italiana
lunedì, 25 settembre 2006

Il grande calderone del complottismo

La trasmissione di Report di ieri sera, con la messa in onda del documentario "Confronting the Evidence", ha (ri)acceso i dibattiti sulle tesi alternative sull'11 settembre, soprattutto nei blog.
 
Lungi da me sostenere che la spiegazione ufficiale sia vera in ogni sua parte - anzi, la trovo colpevolmente lacunosa. Però per ipotizzare che abbiano tirato giù le torri con l'esplosivo, o che non fu un aereo di linea a schiantarsi sul Pentagono, servirebbero prove decisamente più robuste. I problemi di questo tipo di documentari sono due:
  • Difendono un singolo punto di vista, che oltretutto spesso è diverso per ciascun argomento. Non informano il pubblico del fatto che per ogni tesi alternativa ne esistano tante altre a confutazione, sia da parte di chi sostiene la "versione ufficiale" sia da parte di chi sostiene ulteriori versioni alternative. Prendo ad esempio le prime due cose che mi vengono in mente: riguardo al metallo che cola dalle torri, esistono spiegazioni altrettanto valide della termite, come ad esempio le batterie di gruppi elettrogeni o altri comuni elementi in grado di produrre la stessa "temperatura di colore"; riguardo al fatto che Silverstein abbia affermato di "tirar giù" la torre 7, in realtà la sua esclamazione fu "pull it!" che oltre a "tiratela giù!" può anche significare più semplicemente "evacuatela!". Ovviamente a questi argomenti qualcuno potrebbe replicare, io replicare alle repliche, e così via all'infinito.
    Guardando documentari del genere la tentazione di prendere tutto per vero e verificato è molto forte; è tutto verosimile, dà un "senso di sazietà" al nostro naturale istinto sospettoso, e in pochi vanno/riescono a controllare e approfondire per conto proprio i fatti salienti. Quelli che lo fanno spesso si rivolgono a ulteriori fonti complottiste, e se anche trovano una teoria leggermente diversa il fatto che non sia uguale alla tesi ufficiale già rappresenta per loro una conferma che ci sia qualcosa di marcio.
  • Mettono troppa carne al fuoco. Un singolo documentario si dovrebbe occupare bene di una singola problematica, invece che buttare tutto nel calderone solo per costruire un clima di enorme complotto: architettura, ingegneria dei materiali, avionica, geopolitica e chi più ne ha più ne metta, unendo tante cose diverse fra loro come se facessero parte di un'unica grande teoria. Così capita che le ragioni di chi crede alla tesi dell'esplosivo si amalgamino con le ragioni di chi più "moderatamente" crede a una colpevole sottovalutazione del pericolo da parte dell'amministrazione americana, come se le due cose potessero tranquillamente convivere fra di loro.
Personalmente trovo molto più realistiche le due principali tesi "politiche" dell'11 settembre. Non le definirei nemmeno complottiste o alternative, dopotutto non sono mai state smentite - anzi, sono state spesso confermate da documenti ufficiali redatti o sottoscritti da uno o più componenti dell'amministrazione Bush:
  • Il fatto che nei mesi precedenti all'attacco l'amministrazione Bush abbia sottovalutato segnali di pericolo estremamente gravi e significativi;
  • Il fatto che nei mesi e anni successivi all'attacco l'amministrazione Bush abbia sfruttato l'enorme sdegno e consenso popolare per perseguire le proprie "agende nascoste" politiche ed economiche (guerra in Afghanistan e Iraq, Millennium Act, ecc...) anziché per catturare i veri colpevoli e contrastare in modo efficace il terrorismo.
A mio parere queste tesi sono state illustrate bene in "Fahrenheit 9/11", il documentario di Michael Moore. Moore è sicuramente parziale e rancoroso, ma la maggior parte delle cose che afferma sono facilmente verificabili, essendo tratte in gran parte da fonti ufficiali e di pubblico dominio. 
postato da: antonio12358 alle ore 16:35 | link | commenti
categorie: politica estera, debunk
domenica, 24 settembre 2006

Potere temporale

Appartenere a una setta che esiste da duemila anni è fico; è talmente fico che è giusto imporre i suoi dettami a chiunque. Questa è in estrema sintesi la descrizione del cattolicesimo, almeno secondo l'idea di chi lo propugna attualmente (forse Cristo la pensava diversamente, ma oh, suvvia, non facciamo questioni di lana caprina). Così se oggi qualcuno propone di aprire un dibattito sull'eutanasia, ecco che subito se ne escono i grandi luminari del pensiero cristiano (Marini, Pera, Buttiglione - mica cazzi!) per informarci che la questione "non può nemmeno essere argomento di discussione". In altre epoche non sarebbe stato argomento di discussione la Terra al centro dell'universo o l'uguaglianza fra uomini e donne; in un passato più recente non era argomento di discussione l'aborto o il divorzio; ora non è argomento di discussione la fecondazione eterologa, la ricerca sulle cellule staminali e l'eutanasia. La chiesa, in particolare grazie al suo portavoce Mr.Dobermann e agli eccelsi intellettuali già citati, chiama questa naturale evoluzione della società "relativismo", assegnandole una connotazione negativa. In un certo senso è comprensibile; dal loro punto di vista sarebbe sicuramente meglio se non esistesse alcun relativismo e se fossimo ancora nel meraviglioso Medio Evo, con lo Stato della chiesa, Re Artù, i valvassori e i valvassini e i servi della gleba. Those were the days!
Beh, ad ogni buon conto. Nel frattempo che attendo fiducioso che il clero lo prenda nel didietro come è accaduto per i precedenti "argomenti non in discussione", un pensiero mi sfiora. Cavour aveva già capito più di un secolo fa che era necessario operare una divisione fra potere spirituale e potere temporale ("libera chiesa in libero stato"); eravamo partiti bene, ma in seguito le cose peggiorarono, fino alla ratifica della sudditanza dello stato italiano nei confronti della Chiesa operata dai patti lateranensi di Mussolini. Per chi crede di abitare in uno stato laico, consiglio la seguente lettura:
http://www.ferrucciosangiacomo.it/public/pages/leggi.asp?art=70
postato da: antonio12358 alle ore 19:27 | link | commenti
categorie: cloro al clero, quei maledetti relativisti

Meglio abbondare che deficere

Ovvero, meglio avere un blog che non averlo.
postato da: antonio12358 alle ore 16:40 | link | commenti (2)
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